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Biografia
Rino VolpeNapoli 1924-2017 Figlio unico. Madre timida e protettiva. Padre eclettico e di forte personalità: modello inquietante per un ragazzo romantico che, appena adolescente, amava Gozzano e Tagore e viveva in un mondo solitario, fantastico ed irreale fatto di libri e di sogni. Nel 1947 la laurea in giurisprudenza e l'impegno nell'azienda olearia paterna. Difficoltà di trovare la propria strada facendo un lavoro poco gradito. Negli anni sessanta il contatto con la pittura - che da sempre vedeva praticata dal padre Pietro - con l'incoraggiamento a proseguire da parte del critico e poi amico Carlo Barbieri. La prima mostra con opere figurative a Vico Equense nel 1968 insieme al padre. Nello stesso anno viene chiusa l'azienda di famiglia e due anni dopo Rino, assieme al padre Pietro e alla moglie Maria Sofia, apre a Napoli la galleria d'arte Il Diagramma 32. Un impegno importante di promozione artistica che lo assorbirà completamente. Un'attenzione particolare rivolge ai giovani dì talento senza trascurare mostre di alto livello culturale. Entra in amicizia con scrittori, critici ed artisti, tra cui Sanguineti, Pomilio, Prisco, Menna, o filosofi come Raffaello Franchini, con i quali si confronta in interminabili dibattiti. Insoddisfatto e pieno di dubbi, prosegue negli studi e nella ricerca e intanto si impegna attivamente nella conduzione della galleria d'arte. E' un periodo dì riflessione. La pittura è accantonata per alcuni anni. Ricomincia a dipingere nel 1972 dopo un viaggio in Spagna affascinato dalla cultura araba che, insieme al suo interesse per l'archeologia e gli antichi alfabeti, lo portano a trovare il suo personale modo di espressione artistica. Nel 1974 la mostra al Diagramma 32 che lo farà conoscere al grande pubblico e da allora la sua attività operativa continuerà senza interruzioni anche con mostre di grande rilievo sia in patria che fuori, ma senza la preoccupazione di promuovere la sua opera. Tante immagini e letture accumulate, affastellate, confuse tra loro, aspettavano solo di uscire e vivere di vita propria. Tele fitte di segni con scritture automatiche, alfabeti reali o inventati, legni sovrapposti, sfondati, graffiati, torturati e anche incisi col fuoco. Poi la maturità degli anni '80 con quadri grandi, piacevoli ed equilibrati seppur molto complessi. L'uso di materiali trovati sulla spiaggia o in giardino, conchiglie, sabbie colorate, collage. E, su tutto, molta umiltà e rispetto per il Mistero che sentiva presente in tutta L'opera del mondo. Così nasce la serie dei Soprappensieri e i lavori monografici su Pound, Baudelaire, Nietzsche, i fratelli Machado, Tagore e Leopardi. Quest'ultimo ciclo di opere è stato presentato nel 2004 da don Bruno Forte nella sacrestia del Santuario S. Maria della Sanità, chiesa che conserva i certificati di morte del poeta marchigiano. Attualmente si trovano nella biblioteca del Santuario. Le altre invece sono state presentate, sempre accompagnate da dotti convegni, al Grenoble, all'American Center, al Cervantes, al Goethe Institut. Il ciclo su Tagore è stato esposto a Villa Ruggero, una bella villa vesuviana del settecento, e ora si trova nella Biblioteca Nazionale di Cosenza dove sono conservati anche alcuni manoscritti del poeta indiano. Altra mostra significativa quella di "Copertine in cerca di libro" presentata nel 2000 dal direttore Mauro Giancaspro alla Biblioteca Vittorio Emanuele III a Palazzo Reale. Tra le numerose collettive all'estero a cui partecipa, ricordiamo quella del Museo d'Arte Moderna di Liegi nel 1989; Artisti italiani - Artisti tedeschi al Museum Abtei Liesborn nel 1992; Artisti contemporanei italiani alla Pinacoteca Comunale di Patrasso nel 1995; Artisti nel mondo per il 2000 allo Sharjah Arts Museum negli Emirati Arabi. E poi le serie de "I Numeri e l'Alfabeto" e "La Musica", presenti a Napoli all'Accademia del Mediterraneo. Nel 1985 il comune di Napoli, sollecitato da un comitato di uomini di cultura, organizza una mostra dedicata a lui ed al padre con un catalogo curato da Luciano Caramel per l’editore Mazzotta. Nel 2006 riceve il premio internazionale Mediterraneo Arte dalle mani del vicepresidente del Consiglio D’Europa. Sempre affascinato dal colore, lo fa addirittura esplodere negli ultimi anni con quadri dalle geometrie multicolori. L'ultima sua opera è una colorata e sofferta Via Crucis, scritta, più che dipinta: forse la sua mente presagiva l'oscurità che l'avrebbe avvolta facendo riaffiorare l'anima sua di fanciullo, leggera, inconsistente, imprevedibile e misteriosa. |
Copyright 2019 Maria Sofia Boschetti Volpe |